Una grande idea … il Palio delle Contrade

Sabato 31 Agosto avrà inizio la XXV edizione del Palio delle

contrade di Villa.

Un avvenimento che da venticinque anni coinvolge tutte le famiglie del paese … ma come è nata quest’idea? 

 

Correva l’anno 1989 … un anno certamente importante non solo per i grandi avvenimenti mondiali, ma anche per la nostra Parrocchia.

E’ infatti in quell’anno che durante la primavera uno sparuto gruppo di animatori dell’oratorio insieme a don Francesco Zaniboni, curato di Villa in quegli anni, dà inizio alla storia del Palio delle Contrade.

Era già da alcuni anni che la Parrocchia organizzava in settembre la Settimana Pastorale: due settimane di incontri, momenti di preghiera, riflessioni e celebrazioni che coinvolgevano tutta la comunità. Era questo un modo per disporsi a vivere un nuovo anno pastorale dopo la pausa estiva.

Con il passare del tempo si cominciò a sentire anche il bisogno di trovare momenti per stare insieme, conoscersi maggiormente e divertirsi.  L’idea, che è andata maturando inizialmente all’interno dell’oratorio e poi in Consiglio Pastorale, fu semplice: organizzare un Palio delle Contrade.

Ecco quindi che nel 1989 ha preso forma il Palio delle Contrade. Ricordo ancora quel gruppetto di animatori poco più che ventenni attorno ad un tavolo nel cortile dell’oratorio che sera dopo sera hanno iniziato da prima a suddividere il paese in tre zone omogenee, poi ad assegnare a queste un nome … in realtà un colore, decidere le attività da fare: giochi, serate musicali. Il tutto con le poche lire disponibili ma tanta passione e convinzione.

Chiaramente la prima edizione (vinta dalla contrada dei rossi) si è celebrata abbastanza in sordina, ricordo i pochi azzurri partecipanti ai giochi ma le grandi sfide alle olimpiadi umoristiche tra rossi e verdi.

Dall’anno successivo lo sparuto gruppo di ideatori è diventato un vero comitato (vi facevano parte tre persone per ogni contrada) che iniziò a strutturare al meglio la competizione.

Innanzitutto furono assegnati dei nomi alle contrade: Castello, Giglio e Drago.

Si iniziò a creare i primi costumi storici, lo stendardo identificativo delle contrade  da abbinare allo stendardo del Palio (realizzato da Giulia) che ancora oggi consegniamo alla contrada vincitrice.

Da allora tutte le persone della nostra comunità – dai bambini ai nonni – durante la settimana pastorale, si sono ritrovati a partecipare certamente alle celebrazioni, agli incontri di preghiera e di riflessione … ma anche a giochi a volte semplicissimi e a volte complicati. La sfida è sempre stata vera fin dai primi anni … l’agonismo è sempre stato alto per arrivare a fine Palio, durante la tombolata, a verificare gli ultimi punteggi della classifica sempre segnata dalla immancabile caccia al tesoro per ricevere quel Palio su cui aggiungere il nome della propria contrada.

Una manifestazione quindi entusiasmante in cui non mancavano battibecchi ed arrabbiature, ma dove c’era voglia di incontrarsi e stare insieme: obbiettivi primari dell’avvio del Palio delle Contrade.

E’ spinti dalla certezza che anche un’attività ludica potesse aggregare la nostra comunità che si è andati avanti.

Certo in questi venticinque anni sono cambiate tante cose: il comitato è diventato stabile, la programmazione non parte più a primavera inoltrata ma già a gennaio, i capi-contrada sono diventati sempre più punto di riferimento e di coordinamento, lo stand gastronomico e il bar pur negli angusti spazi disponibili cerca ogni anno di aumentare efficienza e servizio,  le attività di intrattenimento sono diventate sempre più di alto livello (grazie soprattutto agli sponsor che nell’occasione ringrazio), i giochi sono sempre più sofisticati (pensate solo che il primo regolamento era di soli 3 foglietti, quello attuale è di  49 pagine!).

Certo ogni anno quando si arriva alla serata conclusiva chi vive veramente il Palio si ritrova stanco per le infinite cose da pensare e da fare, ma sicuramente contento per aver vissuto un’esperienza intensa di vita comunitaria.

Venticinque anni sono passati … e per una realtà come quella in cui viviamo è un avvenimento che ha quasi del miracoloso. Spero che, con l’innesto di nuove persone nella gestione di tutte le attività, nel 2038 il Palio possa celebrare il suo 50° anno di vita sicuramente con stili e modi completamente diversi ma sempre nello spirito che ci ha animato: dare alla comunità di Villa un’occasione in più per incontrarsi, parlarsi, confrontarsi e sperimentare il vero senso di essere comunità viva.


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